A.C.C.M. Associazioni Cultori Cucina Marchigiana


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Il Vino Novello


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L'appuntamento novembrino con l'uscita dei vini novelli è diventato una vera e propria "Festa Nazionale" del calendario enologico. La legge vige un embargo sulle prime bottiglie di ciascuna annata, che non possono essere messe sul mercato prima della mezzanotte del 5 Novembre. I vini novelli sono stati definiti "I Rampolli un po' Naif della nobile famiglia dei vini ", qualcun altro li considera " I Fiori all'occhiello della produzione enologica " perché danno inizio ad un qualcosa di magico che va oltre alla simpatia del momento. Sta di fatto che i vini novelli escono dalle cantine giovanissimi, quasi per incanto, ancora in tempo di vendemmia; sono vini allegri, simpatici, capaci di comunicare ottimismo e gioia di vivere.
Il primo vino novello nasce in Francia nel 1960, quando un enologo francese, Julius Chauvet, inventò un processo di vinificazione denominato " macerazione carbonica ", che permette al vino di esprimere il massimo dei suoi profumi, della sua freschezza e delle sue potenzialità a sole poche settimane dalla vendemmia. Quando il vino novello è pronto da bere, gli altri di quella stessa annata e di quel medesimo emisfero hanno appena iniziato il periodo di stabilizzazione che, nel migliore dei casi, li renderà bevibili solo all'inizio della primavera successiva.

PROCEDIMENTO

Accurata scelta dell'uva, mantenendo integro il grappolo. I grappoli raccolti non vengono pigiati, ma introdotti in grandi contenitori a tenuta ermetica, nei quali l'aria è completamente sostituita con l'anidride carbonica. Nell'arco di due settimane l'uva subisce una fermentazione intracellulare. Alla fine di questo processo, l'uva viene lasciata riposare per due, tré giorni, quindi regolarmente pigiata per permettere alla fermentazione di completarsi.


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